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Stazione metropolitana a Milano. Still dal film Happy Family di Gabriele Salvatores.

Difficilmente sparirà dalla mia memoria quella sensazione di ebbrezza e libertà provata cinque anni fa in una limpida giornata di settembre. Sulla banchina a cielo aperto della stazione metro di Piramide pensai: mi sento a casa, e nessuno provi a portarmi via.
Evidentemente mi sbagliavo. Dalla stazione blu di Piramide passai volontariamente a quella gialla di Brenta, ventosa e solitaria, fino a sostituirla definitivamente con dei noiosissimi autobus urbani di indubbia efficienza.
La metro mi manca (non quella romana a dirla tutta). Mi manca la biodiversità cittadina: dall’impiegato con ventiquattrore alla top model ventiquattro chili, dal rapper italian style allo studente universitario radical-cheap, dalla “signora bene” alla badante, dalla collana di perle e décolleté all’acconciatura fucsia con parure di piercing. La metro è indubbiamente uno degli ecosistemi più variegati della nostra società. Ecco perché ho provato un immenso piacere nel leggerla come oggetto di detargettizzazione nell’ultimo capitolo del breve ma pungente saggio di Remo Bassetti, Contro il target. Mezzo anticlassista in grado di collegare centro e periferia in tempi stretti, la metropolitana rappresenterebbe un elemento destabilizzante nella progettazione di campagne fortemente targettizzate, contenitore eccentrico e rizomatico di difficile controllo, contro il target appunto.

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Invertising. Di Paolo Iabichino

Invertising. Di Paolo Iabichino

Diciamolo. Leggere Invertising mi ha fatto bene. Non solo perché è un ottimo testo sulle nuove prospettive della pubblicità, che – almeno per adesso – sembra costituire gran parte del mio lavoro, non solo perché ha aperto cassettini della mia memoria chiusi a chiave, da cui sono usciti il pesantissimo No Logo di Naomi Klein appoggiato sul mio comodino e il fantasioso ma appassionato periodo in cui era proibito bere Coca Cola, ma anche e sopratutto perché è un testo che ripete in modo quasi ossessivo – ma non è mai abbastanza!  - un concetto  a volte dimenticato dalla spinta propulsiva dei nuovi linguaggi: nella dialettica tra messaggio e medium, è sempre il primo che guida il secondo.

Sacrosante parole inserite dall’autore in una prospettiva di “ecologia dei media” che a volte perdiamo non solo facendo pubblicità, ma anche arte, informazione, politica, ogni volta insomma in cui scambiamo il fine con il mezzo.

Valga per tutti il ridicolo YouDem del nostro sempre più improbabile Partito Democratico, nato sotto la scia “social” della campagna elettorale di Obama ma svuotato di ogni energia di contenuto (ancora ricordo le campagne banner pianificate su Repubblica che presentavano con orgoglio il nuovo – e vuoto -  strumento 2.0 della politica nostrana).

Mi verrebbe quasi voglia di spedire a Pierluigi Bersani una copia dell’illuminante testo di Paolo Iabichino, con una dedica:

Caro Segretario, la prossima volta che pensi di andare a Sanremo o in qualsiasi nuovo spazio nazional-popolare ti venga in mente per comunicare con “la gente che si diverte” fatti una domanda: “Ho davvero qualcosa di interessante da dire?” E se la risposta è no, fermati, stai a casa tua e rifletti sul messaggio. Il medium – qualunque esso sia – verrà da sé.

A chi interessa invece una prospettiva specialistica sul testo, che ha implicazioni ben più complesse di quelle esposte qui, consiglio le recensioni uscite sui blog di: Luisa Carrada, Giovanna Cosenza, Andrea Genovese, Gianluca Diegoli.

Immergersi in un libro

Una coda di balena vi ricorda a che punto state nella vostra lettura.

Una coda di balena vi ricorda a che punto state nella vostra lettura.

Che meraviglia poter trovare il tempo di immergermi di nuovo nella lettura di un romanzo.
Potrei intanto cominciare dal segnalibro giusto.

Si acquista su Atypyk Shop

L’illustratore Jon Klassen, che ha collaborato anche all’attesissimo film Coraline, è autore, insieme a Julia Pott, di questo  booktrailer minimale e dal gusto retrò confezionato per il romanzo White is for witching, della giovanissima scrittrice anglonigeriana Helen Oyeyemi.