Cambiare Idea: il pensiero magico di Zadie Smith.

Zadie Smith, Cambiare Idea.
Non ho mai letto, purtroppo, un romanzo di Zadie Smith, ma, grazie al Festival della Letteratura appena concluso, mi sono imbattuta nella sua recente raccolta di saggi, pubblicata da Minimum Fax con la traduzione di Martina Testa.
Il titolo, Cambiare Idea, mi attrae come una calamita, così entro nella prima libreria che incontro e lo acquisto senza indugio. Quando arriva l’autobus per riportarmi a casa sono già alla fine del primo saggio. Sentirsi del mestiere, come afferma l’autrice nella premessa, è la revisione di una sua conferenza tenuta alla Columbia University di New York nel 2008 – l’invidia non è mai troppa! – sul tema “Parlare di qualche aspetto del proprio mestiere”. Credo che le 15 pagine di questo microsaggio sulle pratica della scrittura valgano l’intero libro. Non solo per i consigli preziosi per aspiranti scrittori o per gli amanti e studiosi della letteratura, ma perché la messa a nudo di questo rapporto così intenso e conflittuale con il proprio romanzo appare come una splendida e calzante metafora del nostro rapporto con la pratica quotidiana della costruzione di sé.
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