Italia – Novembre 2010. Per essere sicuri di essere dove siamo.

Umberto Boccioni. La città che sale. 1910.

Sapevo che sarebbe arrivato questo momento. Ogni giorno che passava senza che trovassi il tempo di scrivere segnavo news e argomenti persi, nella speranza di offrire loro uno spazio con effetto delay. Man mano però che le mie stelline su Google Reader aumentavano mi rendevo conto che prima o poi sarei stata di fronte ad una scelta complicata: di cosa parlare?

Rimandando la mia scelta al prossimo post (ma già vi annuncio che la mia morbosa attrazione per la battaglia Google contro tutti ha già decretato il suo vincitore) faccio intanto una breve sintesi della situazione nel nostro amato Bel Paese. Giusto per orientarsi e non rischiare di ritrovarsi improvvisamente in un paese civile e pieno di speranze.

Quindi…

- Il governo ciondola come i denti da latte nella bocca di un bambino che non ha il coraggio di dare l’ultima tirata (io ero così, parlo con cognizione di causa!).

- Crollano simboli del nostro patrimonio archeologico e i responsabili giocano a rimpiattino

- La trasmissione televisiva che ospita l’icona antimafia nazionale  batte il Grande Fratello negli ascolti e crea lo stesso stupore di uno studente con media del 4 che porta a casa un 9.

- Viene ufficializzato che i parasubordinati non avranno mai la pensione perché i pochi contributi che sono stati loro pagati servono a coprire quelle degli impiegati regolari. Una giornalista precaria del Corriere è da giorni in sciopero della fame ma non sembra conquistare gli onori della cronaca nazionale.

- Alcuni immigrati di Brescia assimilano le pratiche di protesta degli Italiani disoccupati e salgono su una gru per far valere i propri diritti di cittadinanza negata. La cittadinanza manifesta in loro appoggio e viene caricata dalla polizia. Scendono ieri dopo 16 giorni grazie alla mediazione di sindacati e diocesi. Istituzioni non pervenute.

- Il Veneto annega nel fango. I cittadini “siamo veneti e non abbiamo bisogno di nessuno” indossano stivali di gomma e giacche catarifrangenti. Riportano alla luce  fantasmi di memorie distrutte e tante contraddizioni.

- A Terzigno pare finita la guerrilla ma in compenso nascono limoni con la forma di un cappello da giullare. L’inquinamento idrogeologico è un bontempone.

Questa è l’Italia degli anni ’10. Ma noi, per adesso, stiamo e (resi)stiamo.
Buona settimana ai miei lettori e alle mie lettrici!

L’invasione delle to do list

Gli appuntamenti del giorno sulla tazza del caffè

Gli appuntamenti del giorno sulla tazza del caffè

Le to-do-list ci perseguitano. Riprendiamoci i nostri spazi di nullafacenza cerebrale (io non ci riesco ma trovo giusto e sacrosanto dirlo).
In ogni caso, un’agenda sulla tazza del caffè è sempre meglio di un recall su ical, specialmente se contiene le attività illustrate nella foto.

Via | Noquedanblog