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Quella è una bottiglia di latte

steichen_1915

Milk bottles: spring, New York, 1915

Nel 1915 Edward Steichen fotografò una bottiglia di latte sulla scala antincendio di una casa popolare, e diede uno dei primi esempi di una nozione totalmente differente della bella fotografia.
E a partire dagli anni venti, i professionisti più ambiziosi, quelli che arrivavano ai musei con le loro opere, hanno continuato a staccarsi dai soggetti lirici, esplorando consapevolmente materiali insignificanti, pacchiani o addirittura insulsi.

Susan Sontag, Sulla Fotografia, 1973

For me the art object must be, despite everything else, instantly seductive.

Red Shift. Via Tate Modern

Red Shift. Via Tate Modern

“Credo che l’economia sia un’illusione che è durata troppo; presto ci troveremo di fronte a una serie problemi che sono molto più cruciali dell’idea astratta del valore del denaro. Penso che stiamo finendo dritti nella stessa situazione di Mida.”

Cildo Meireles, intervistato da Hans Ulrich Obrist in Interviste, Volume 1. Charta Edizioni.

What Watt.

What Watt.

Ci hanno detto di buttarle e noi le abbiamo buttate. Ma con tutte queste lampadine ad incandescenza, non potremmo comunque farci qualcosa? Ecco, ci ha pensato Tim Fishlock, designer londinese che ha creato What Watt, un affascinante lampadario con 1243 vecchie lampadine, ovviamente spente.

E’ un memoriale per la lampadina ad incandescenza, che segna il passaggio di un design che è rimasto sostanzialmente immutato fin dalla sua prima invenzione, circa 130 anni fa.

Purification Room. Credit: Mart.

Purification Room. Credit: Mart.

“Ho sviluppato recentemente un concetto basato sulle tre R: Residenza, Risonanza, Resistenza.

Residenza: quando viaggiate, che voi restiate in un luogo una giornata, un po’ di giorni o un mese non ha importanza. Ciò che conta, è vivere mentalmente insieme all’altro, lasciarsi immergere nel contesto locale. Bisogna cercare di comprendere la cultura del luogo dove siete.
Risonanza: essere un sincronia con la cultura nella quale vivete.
Resistenza: la lotta contro la mono-influenza della cultura occidentale.”

Da: Chen Zhen, Invocation of washing fire, Gli Ori, Siena, 2003

Con questo post si conclude  la settimana dedicata alle parole di Chen Zhen, artista cinese a lungo tempo residente in Francia e in altri paesi occidentali – compresa l’Italia – scomparso nel 2000 a seguito di una malattia. Per chi volesse approfondire il suo lavoro, complesso e ricco di spunti concettuali  sul corpo, sul viaggio, sulla relazione con l’altro, sulla spiritualità, ma anche sulla mercificazione continua della società contemporanea e sul rapporto Oriente-Occidente consiglio, oltre al testo dal quale sono state tratte queste citazioni: Chen Zhen, the body as a landscape, di Ken Lum, Maite Vissault, Wang Min An, and Matt Gerald, quest’ultimo curatore dell’omonima mostra al Mart di Rovereto nel 2008.

Un monde accroché/detaché, 1990.

Un monde accroché/detaché, 1990.

“L’uomo non è il centro. Il centro giace tra lo spirito – il desiderio (l’uomo); il concreto – l’illusione (la cosa); il Pieno – il Vuoto (la natura).

Il centro è la relazione che unisce l’uomo, le cose e la natura. Per me, questo centro è l’arte. Un arte vera. Ma è invisibile. E’ un dialogo segreto, una riflessione mentale, una preghiera muta; ma è anche il crocevia dei tre elementi.

Vorrei lasciare che l’oggetto, testimone/vittima della nostra società – torni a vivere spiritualmente e a dialogare intimamente con l’uomo e con la natura.”

Da: Chen Zhen, Invocation of washing fire, Gli Ori, Siena, 2003.

Chen Zhen #1: Transexpérience

Field of energy, 2000.

Field of energy, 2000.

Più che un concetto puro, la transexperiérience è un concetto empirico impuro, un modo di pensare e un metodo di crezione artistica… Consiste in una doppia intersezione. La prima, tra le mie esperienze passate e presenti, la seconda, tra la rete delle mie esperienze personali e quelle degli altri, tutti gli altri, per esempio degli Occidentali.
Niente è indipendente, niente è costante. Immergersi nella vita, adattarsi all’evoluzione delle circostanze, mescolarsi, identificarsi con gli altri…. E’ la strategia dell’acqua. Trasparente, mutevole, mobile, penetrante; l’acqua somiglia alle esperenienze, ai continenti, agli esseri umani.

Quel che è interessante è il movimento. In Cina, noi diciamo: Gli alberi muoiono quando vengono spostati; gli uomini vivono solo spostandosi.”

Da:  Chen Zhen, Invocation of washing fire, Gli Ori, Siena, 2003.

sala_rossa_ex

Red wall.

2 Gennaio, ore 17.30: Excentrica e F. acquistano – dopo lunghissime analisi tra gli scaffali del reparto vernici di un Castorama che non è più un Castorama circondati da famiglie esperte del fai-da-te – un ardito rosso per la parete della loro sala. F. è poco convinto ma cede agli insistenti entusiasmi.

3 Gennaio, ore 17.30: Excentrica e F. ripongono finalmente rulli, teli, secchi e giornali e si rinchiudono nell’unica stanza della casa dove possono tenere la finestra chiusa. Attendono.

4 Gennaio, ore 10.30: la postazione relax, lettura, studio, lavoro ha un nuovo sfondo.

Il nuovo anno inizia con il colore.