(Un)conventional Stallone: la campagna lancio di The Expendables

Difficile definire non convenzionale una campagna così convenzionalmente muscolare come quella per lanciare l’ultima chicca stalloniana, The Expendables (I mercenari), in uscita oggi nelle sale oltreoceano e a breve in quelle italiane.

La declinazione social non si è fatta mancare niente. In un vettore sempre più teso che tenta in ogni modo di annullare la differenza tra contenuti editoriali e ads, lo storytelling di The Expendables lo troviamo su Twitter, Facebook, Foursquare, in un movimentato takeover su Youtube e nell’immancabile viral, un fake fan-trailer che fa appello agli ultimi brandelli di machismo per una “call to arms” a colpi di botteghino contro l’iperglicemico e tutto femminile Eat, Pray, Love (Mangia, Prega, Ama) di Julia Roberts, in uscita lo stesso giorno. Una simulazione UGC che al grido di “riprendiamoci ciò che ci spetta” si conclude con una chiamata all’azione di intenso machismo con tanto di minaccia finale: “Se [The Expendables] perde contro Eat, Pray, Love? Non meriti più di essere un uomo“.

Cercando di non dimenticare la dimensione autoironica (è ironico vero? non ci sono dubbi su questo?), preferirei comunque vedere applicato cotanto mix non convenzionale per la comunicazione di contenuti meno… come dire… convenzionali.

Delle molteplici declinazioni della campagna si è parlato molto su numerosi spazi specialistici. Segnalo Mashable per la presenza in Foursquare, Digital Buzz per il takeover di Youtube, l’italiano Ninja Marketing per il trailer.

No Fun: il fake della net art entra in Chatroulette

Una ragazza fotografa il (falso) suicidio su Chatroulette

Una ragazza fotografa il (falso) suicidio su Chatroulette

Ho trovato solo adesso il tempo di vedere il video della performance No Fun, falso suicidio in diretta sull’ormai celebre Chatroulette, che Eva e Franco Mattes, aka 0100101110101101.org, hanno messo in scena il 30 aprile scorso.

Un fake a tutti gli effetti, No Fun è la declinazione social media della body art anni ’60-’70. Non una novità per gli 0100101110101101.org, che nella serie Synthetic Performances – dal 2007 – avevano messo in scena in Second Life alcune delle opere tra gli artisti più celebri dell’avanguardia performativa, da Marina Abramovic a Vito Acconci.

Il corpo non soffre più, il rischio si perde tra i pixel e il velo della simulazione scende a benedire il rapporto tra pubblico e artista.

Ecco che il suicidio inscenato da Eva e Franco Mattes accoglie reazioni disincantate nella randomica piattaforma di Chatroulette: la macchina fotografica di una quindicenne, le risate di un gruppo di adolescenti, le offese scritte di un ventenne annoiato (ur a shit, u have to die), lo sguardo incredulo e semidivertito di altri. Solo un utente, spaventato, nel dubbio chiama la polizia.

E il potere anestetico dello schermo è sempre più dilagante.

Per chi volesse vedere il video – rimosso da YouTube – lo trovate su Vimeo: http://vimeo.com/11467722