12 febbraio 2010 | Design

Vanity Barcodes.
Non ne possiamo fare a meno? Rendiamoli unici.
Altri su vanity barcodes.
4 febbraio 2010 | Design · Pixel

Il biglietto perfetto per un san valentino dal sapore geek.
Peccato che sono già sold out. Excentrica sa che F. avrebbe apprezzato!
Via | SwissMiss
4 febbraio 2010 | Design · Tempo

Rondra. Radiatori a forma di bottone. Collezione High Design.
Il bottone è un oggetto che adoro. Quand’ero più piccola passavo ore a guardare e contare i bottoni che mia nonna conservava in una grande scatola di latta. “La scatola dei bottoni”.
Nonostante li conoscessi a memoria, di tanto in tanto prendevo la scatola, l’aprivo, tiravo fuori i bottoni a manciate, e li spargevo sul tavolo, ognuno a debita distanza. Poi li rimescolavo, ascoltando il rumore e saggiando la consistenza. Guardare i bottoni è una delle prime esperienze di sinestesia che mi ricordi con chiarezza e con piacere. Attaccati a un abito, neanche a dirlo, perdono tutto il loro fascino.
Ecco. Non so cosa darei per sostituire i radiatori della mia casa con questi fantastici bottoni colorati.
Rondra.

Una coda di balena vi ricorda a che punto state nella vostra lettura.
Che meraviglia poter trovare il tempo di immergermi di nuovo nella lettura di un romanzo.
Potrei intanto cominciare dal segnalibro giusto.
Si acquista su Atypyk Shop

What Watt.
Ci hanno detto di buttarle e noi le abbiamo buttate. Ma con tutte queste lampadine ad incandescenza, non potremmo comunque farci qualcosa? Ecco, ci ha pensato Tim Fishlock, designer londinese che ha creato What Watt, un affascinante lampadario con 1243 vecchie lampadine, ovviamente spente.
E’ un memoriale per la lampadina ad incandescenza, che segna il passaggio di un design che è rimasto sostanzialmente immutato fin dalla sua prima invenzione, circa 130 anni fa.

Sala da pranzo.
… E di un ottimo pranzo con gli amici in campagna.
Via | Malo Blog

Tea-coffee maker
…Me? Chi non ricorda la svampita segretaria di Harrison Ford nell’indimenticabile “Una donna in carriera?” Sicuramente un cult per chi come me è cresciuto a pane e Barbie e nel 1988 si avvicinava con ego smisurato alla fatidica soglia dei 10 anni.
In ogni modo, decidere tra tè e caffè non è mai facile e richiede anni e anni di conoscenza interiore e addestramento al decision making.
Se sentite di vacillare ancora e di essere afflitti perennemente dall’eterno dilemma, meglio procurarsi una macchina come quella nella foto, in grado di prepararvi entrambe le bevande rimandando il momento della scelta all’ultimo istante.
La trovate qui, a “soli” 150 pounds. Il privilegio della scelta non ha prezzo.