Mona Hatoum: con gli occhi di Alice

Mona Hatoum. Greater Divide (2002)

Mona Hatoum. Greater Divide (2002)

Bisogna essere nel paese delle meraviglie per meravigliarsi. E bisogna meravigliarsi perché le cose possano cambiare.

Afferma Chiara Bertola, a proposito delle sculture giganti di utensili da cucina dell’artista palestinese Mona Hatoum: “preferisco vederli con gli occhi di Alice nel paese delle meraviglie, che come l’artista sa usare uno strumento sottile ed efficace come l’ironia: uno strumento seduttivo che posto all’origine potenzia la comunicazione. Preferisco vedere il lato visionario e leggere lo stupore dell’artista, ogni volta che incontra un oggetto da cucina, come quello di una donna nomade, instabile, poco domestica e contemporanea, che in cucina non riconosce più né cose né funzioni.”

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MMIX: la crisi secondo Nicolas Clauss

Nicolas Clauss. still da Home, quadro interattivo della serie MMIX

Nicolas Clauss. still da Home, quadro interattivo della serie MMIX

MMIX (ovvero 2009 in numeri romani) è una serie di quattro quadri interattivi appena rilasciata da Nicolas Clauss, che interpreta così icone e temi di un anno che difficilmente verrà dimenticato.

Nicolas Clauss è artista di grande forza evocativa che si muove tra vecchi e nuovi media – la scelta di director al posto di flash ne è un esempio – offrendo una personale visione dell’arte interattiva in rete. Con un sapiente uso della sovrimpressione e del colore, le sue immagini sembrano muoversi sempre in uno spazio sospeso tra sonno e veglia, dove figure enigmatiche appaiono e scompaiono da sfondi monocromatici.
Se con il gesto del mouse possiamo attivare movimenti, cambi di scena, segmenti narrativi, Clauss ci ricorda sempre – da buon pittore di formazione – che il primo atto interattivo è quello dello sguardo.
E allora anche noi, tra la frenesia di un mondo che induce ad azioni continue e stigmatizza il pensiero, fermiamoci a guardare, con tutti i nostri sensi. E riscopriamo così il valore rivoluzionario della contemplazione.

Se qualcuno è interessato ad approfondire il lavoro di Nicolas Clauss rimando a una mia intervista, di quasi tre anni fa, pubblicata sul mensile Digimag.

Cildo Meireles #2: guardare attraverso

Cildo Mereiles. Atravès. 1983-9

Cildo Mereiles. Atravès. 1983-9

Atravès è un territorio di tanti NO e di un grande SI. Labirinto di proibizioni e interdizioni lungo un pavimento dove i vetri rotti creano questa continua metafora del guardare attraverso.

L’opera permette allo sguardo di circolare nonostante le restrizioni del corpo. Una sinestesia… Intendo, è esattamente quando cominci a sentire i vetri rotti che cominci a vedere, a capire questo passare attraverso.

Tratto da Cildo Mereiles, catalogo della mostra omonima, Tate Modern, 14  ottobre 2008 – 11 gennaio 2009, a cura di Guy Brett.

Cildo Meireles: instantly seductive

For me the art object must be, despite everything else, instantly seductive.

Red Shift. Via Tate Modern

Red Shift. Via Tate Modern

“Credo che l’economia sia un’illusione che è durata troppo; presto ci troveremo di fronte a una serie problemi che sono molto più cruciali dell’idea astratta del valore del denaro. Penso che stiamo finendo dritti nella stessa situazione di Mida.”

Cildo Meireles, intervistato da Hans Ulrich Obrist in Interviste, Volume 1. Charta Edizioni.

Chen Zhen #3: Résidence, Résonance, Résistance

Purification Room. Credit: Mart.

Purification Room. Credit: Mart.

“Ho sviluppato recentemente un concetto basato sulle tre R: Residenza, Risonanza, Resistenza.

Residenza: quando viaggiate, che voi restiate in un luogo una giornata, un po’ di giorni o un mese non ha importanza. Ciò che conta, è vivere mentalmente insieme all’altro, lasciarsi immergere nel contesto locale. Bisogna cercare di comprendere la cultura del luogo dove siete.
Risonanza: essere un sincronia con la cultura nella quale vivete.
Resistenza: la lotta contro la mono-influenza della cultura occidentale.”

Da: Chen Zhen, Invocation of washing fire, Gli Ori, Siena, 2003

Con questo post si conclude  la settimana dedicata alle parole di Chen Zhen, artista cinese a lungo tempo residente in Francia e in altri paesi occidentali – compresa l’Italia – scomparso nel 2000 a seguito di una malattia. Per chi volesse approfondire il suo lavoro, complesso e ricco di spunti concettuali  sul corpo, sul viaggio, sulla relazione con l’altro, sulla spiritualità, ma anche sulla mercificazione continua della società contemporanea e sul rapporto Oriente-Occidente consiglio, oltre al testo dal quale sono state tratte queste citazioni: Chen Zhen, the body as a landscape, di Ken Lum, Maite Vissault, Wang Min An, and Matt Gerald, quest’ultimo curatore dell’omonima mostra al Mart di Rovereto nel 2008.

Chen Zhen #2: l’uomo, le cose, la natura

Un monde accroché/detaché, 1990.

Un monde accroché/detaché, 1990.

“L’uomo non è il centro. Il centro giace tra lo spirito – il desiderio (l’uomo); il concreto – l’illusione (la cosa); il Pieno – il Vuoto (la natura).

Il centro è la relazione che unisce l’uomo, le cose e la natura. Per me, questo centro è l’arte. Un arte vera. Ma è invisibile. E’ un dialogo segreto, una riflessione mentale, una preghiera muta; ma è anche il crocevia dei tre elementi.

Vorrei lasciare che l’oggetto, testimone/vittima della nostra società – torni a vivere spiritualmente e a dialogare intimamente con l’uomo e con la natura.”

Da: Chen Zhen, Invocation of washing fire, Gli Ori, Siena, 2003.

Chen Zhen #1: Transexpérience

Field of energy, 2000.

Field of energy, 2000.

Più che un concetto puro, la transexperiérience è un concetto empirico impuro, un modo di pensare e un metodo di crezione artistica… Consiste in una doppia intersezione. La prima, tra le mie esperienze passate e presenti, la seconda, tra la rete delle mie esperienze personali e quelle degli altri, tutti gli altri, per esempio degli Occidentali.
Niente è indipendente, niente è costante. Immergersi nella vita, adattarsi all’evoluzione delle circostanze, mescolarsi, identificarsi con gli altri…. E’ la strategia dell’acqua. Trasparente, mutevole, mobile, penetrante; l’acqua somiglia alle esperenienze, ai continenti, agli esseri umani.

Quel che è interessante è il movimento. In Cina, noi diciamo: Gli alberi muoiono quando vengono spostati; gli uomini vivono solo spostandosi.”

Da:  Chen Zhen, Invocation of washing fire, Gli Ori, Siena, 2003.