Cercasi donne libere e senza palle, grazie!

Carla Lonzi, Ritratto.
La donna non va definita in rapporto all’uomo. Su questa coscienza si fondano tanto la nostra lotta quanto la nostra libertà. *
Excentrica è femminista e non ha alcun problema a dirlo. Ci tiene però a sottolineare che essere femminista in Occidente nel 2010 non significa bruciare reggiseni – evitare di comprarli mi sembra una soluzione migliore anche in ottica economica – non depilarsi e rinunciare al rossetto. Essere femminista significa riconoscere che c’è ancora molto da fare prima che l’uomo smetta di plasmare il mondo a sua unica immagine e somiglianza e che la donna ne sappia vedere i mille e ingannevoli aspetti.
Perché Cinzia – il cui cognome sembra un optional nelle cronache dei nostri giornali – o Patrizia D’Addario, o tutte le altre donne che hanno tentato di appoggiarsi al potere maschile per ottenere un posto nel mondo, non sentono in questo un’umiliazione senza fine? Un soffocamento della loro identità, una catena ai loro piedi, un burqa invisibile ma altrettanto coercitivo, infilato volontariamente sui propri corpi?
E perché molte ragazze delle nuove generazioni sembrano quasi aver paura nel pronunciare il termine femminismo e non s’indignano invece per la continua rappresentazione dei propri corpi come pezzi di carne nelle vetrine dei macellai? E perché, ancora, molte di loro si definiscono “con le palle” senza provare alcun disagio?
AAA: cercasi donne libere. Possibilmente senza palle. grazie.
* Carla Lonzi, Manifesto di Rivolta Femminile, 1970.