La storia dell’arte è un bene comune? Condividiamola con la folksonomy!
Posted on 9 gennaio 2012
Scopro Your Paintings Tagger, splendido progetto britannico di ipertestualità condivisa applicata alle immagini, navigando nella sezione “collection” del sito web della Tate.
L’invito “help to tag the nation’s paintings” mi incuriosisce e clicco. Approdo così in uno spazio dedicato alla costruzione comune e condivisa di un database iconografico basato sui dipinti appartenenti alle collezioni pubbliche britanniche, in grado di garantire presto complesse ricerche incrociate, itinerari tematici e – forse – persino stilistici.
Attraverso l’inserimento di metadata condivisi e partecipativi, infatti, in perfetta folksonomy, il catalogo digitale potrà permettere ricerche del tipo “tutti i dipinti che contengono un cielo nuvoloso, un paesaggio innevato e una chiesa”. Oppure “tutti i ritratti di donne in scene d’interni” oppure “tutte le nature morte con sfondo nero”. La straordinarietà dell’operazione è quella di inglobare tutti i cittadini e non solo gli appassionati o gli addetti ai lavori, ai quali comunque è riservata la possibilità di contribuire per “tag” approfonditi e specifici.
“Taggare è facile” – recita uno dei claim nell’home page del progetto – “Non hai bisogno di conoscere la storia dell’arte”. Verissimo: per capire che siamo di fronte ad un bambino o ad una donna, a una scena mitica o a un salotto borghese, ad un paesaggio estivo o innevato non c’è alcun bisogno di conoscere la storia dell’arte. D’altra parte, vedere e “taggare” decine (forse centinaia) di dipinti potrebbe essere una delle vie più semplici proprio per apprendere e appassionarsi a quel patrimonio visuale collettivo che altro non è se non la Storia dell’Arte. Un’ottima lezione di learning by doing che, in effetti, poteva arrivare solo dal pragmatico contesto anglosassone.
Giusto per sapere, l’iniziativa è promossa dalla Public Catalogue Foundation, che ha indicizzato l’intero catalogo dei dipinti appartenenti a collezioni pubbliche nel Regno Unito, e dalla quanto mai “gemella diversa della RAI” BBC. Parte dei finanziamenti provengono invece dalla lotteria, perfettamente messa a servizio del bene comune.
Bravi loro! E noi? Noi ripetiamo in ogni contesto possibile che il nostro patrimonio storico-artistico non ha eguali al mondo e allo stesso tempo togliamo ore di insegnamento della Storia dell’Arte nei licei. Così. Tanto per onorare la coerenza e il pensiero strategico.
Buona settimana!
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