Italia Reloaded. Ovvero: la liberazione della cultura dal patrimonio alla creatività
Posted on 12 aprile 2011
Quali sono le possibili soluzioni per liberarsi finalmente di questa concezione sepolcrale e «zombesca» della cultura italiana?
Innanzitutto – sembra banale, ma è comunque un buon punto di partenza – comportarsi come quando in una stanza c’è puzza di chiuso: spalancare le finestre, far entrare aria e luce, ritornare alla vita.
Semplici ma sagge parole quelle che scrivono Pier Luigi Sacco e Christian Caliandro nel capitolo conclusivo del loro libello sulla situazione della cultura in Italia: sferzante, provocatorio, 1% di buonismo, 99 % di lucidità. L’Italia è un morto che cammina. L’Italia non ha ancora capito che chiudere il proprio archivio artistico e storico sotto teca non è esattamente fare cultura, ma semmai tenere in ordine e pulita la tomba di famiglia. L’Italia non riesce a superare quella dicotomia tra fruizione e produzione che – guarda un po’ – la cultura della Rete ha ben compreso. Magari proprio da lì potremmo imparare a ricodificare il termine «cultura» inserendolo al crocevia di altri termini chiave come esperienza, formazione, creatività, relazione, apprendimento, discussione, dialogo, innovazione.
Si può quindi uscire dalla gabbia del patrimonio e della salvaguardia dei cosiddetti beni culturali? Si possono aprire le teche polverose del nostro passato e farle vivere come memoria attiva e produttiva? Si può pensare che un giorno i residenti riprenderanno possesso di una città come Venezia e che anche le città «senza arte» saranno in grado di diventare centri culturali attivi per abitanti e visitatori di passaggio? E infine, si può ridefinire il marketing territoriale e liberarci della dittatura dell’audience? O meglio, si può pensare che i nostri presunti consumatori culturali non siano altro che dei prosumer, esattamente come dei buoni cittadini del web 2.0?
Il testo è edito da Il Mulino – collana Contemporanea – al prezzo pop di 13.50. Consigliato in pendant con un apparente OT che è Contro il Target di Remo Bassetti e l’intramontabile lezione sulla Leggerezza di Italo Calvino, con le cui parole per oggi vi lascio:
In certi momenti mi sembrava che il mondo stesse diventando tutto di pietra: una lenta pietrificazione più o meno avanzata a seconda delle persone e dei luoghi, ma che non risparmiava nessun aspetto della vita. Era come se nessuno potesse sfuggire allo sguardo inesorabile della Medusa.
Bene. Uccidiamo Medusa.
Photo Credit: Fra_Cor
grazie per il bellissimo post!
A te, per il bellissimo libro!