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	<title>Sull&#039;urgenza della cultura e la necessità di comunicarla.</title>
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	<description>blog personale di Giulia Simi</description>
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		<title>La storia dell&#8217;arte è un bene comune? Condividiamola con la folksonomy!</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 12:34:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<img src="http://www.excentrica.it/main/wp-content/uploads/2012/01/your_painting_teaser-495x269.jpg" alt="" width="495" height="269" />Scopro Your Paintings Tagger, splendido progetto britannico di ipertestualità condivisa applicata alle immagini, navigando nella sezione &#8220;collection&#8221; del sito ...<a href="http://www.excentrica.it/la-storia-dellarte-e-un-bene-comune-condividiamola-con-la-folksonomy" class="read-more">Continue Reading</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.excentrica.it/main/wp-content/uploads/2012/01/your_painting_teaser-495x269.jpg" alt="" width="495" height="269" /><p>Scopro <a href="http://tagger.thepcf.org.uk/user/login/classify" target="_blank">Your Paintings Tagger</a>, splendido progetto britannico di ipertestualità condivisa applicata alle immagini, navigando nella sezione <a href="http://www.tate.org.uk/collection/" target="_blank">&#8220;collection&#8221; del sito web della Tate</a>.<br />
L&#8217;invito <em>&#8220;help to tag the nation&#8217;s paintings&#8221;</em> mi incuriosisce e clicco. Approdo così  in uno spazio dedicato alla costruzione comune e condivisa di un database iconografico basato sui dipinti appartenenti alle collezioni pubbliche britanniche, in grado di garantire presto complesse ricerche incrociate, itinerari tematici e &#8211; forse &#8211; persino stilistici.<br />
<span id="more-1921"></span>Attraverso l&#8217;inserimento di metadata condivisi e partecipativi, infatti, in perfetta <strong>folksonomy</strong>, il catalogo digitale potrà permettere ricerche del tipo <em>&#8220;tutti i dipinti che contengono un cielo nuvoloso, un paesaggio innevato e una chiesa&#8221;</em>. Oppure <em>&#8220;tutti i ritratti di donne in scene d&#8217;interni&#8221;</em> oppure <em>&#8220;tutte le nature morte con sfondo nero&#8221;</em>. La straordinarietà dell&#8217;operazione è quella di inglobare tutti i cittadini e non solo gli appassionati o gli addetti ai lavori, ai quali comunque è riservata la possibilità di contribuire per &#8220;tag&#8221; approfonditi e specifici.<br />
<em>&#8220;Taggare è facile&#8221;</em> &#8211; recita uno dei claim nell&#8217;home page del progetto &#8211; <em>&#8220;Non hai bisogno di conoscere la storia dell&#8217;arte&#8221;</em>. Verissimo: per capire che siamo di fronte ad un bambino o ad una donna, a una scena mitica o a un salotto borghese, ad un paesaggio estivo o innevato non c&#8217;è alcun bisogno di conoscere la storia dell&#8217;arte. D&#8217;altra parte, vedere e &#8220;taggare&#8221; decine (forse centinaia) di dipinti potrebbe essere una delle vie più semplici proprio per apprendere e appassionarsi a quel patrimonio visuale collettivo che altro non è se non la Storia dell&#8217;Arte. Un&#8217;ottima lezione di <span style="color: #000000;"><strong>learning by doing </strong>che, in effetti, poteva arrivare solo dal pragmatico contesto anglosassone. </span></p>
<p>Giusto per sapere, l&#8217;iniziativa è promossa dalla <a href="http://www.thepcf.org.uk/" target="_blank">Public Catalogue Foundation</a>, che ha indicizzato l&#8217;intero catalogo dei dipinti appartenenti a collezioni pubbliche nel Regno Unito, e dalla quanto mai &#8220;gemella diversa della RAI&#8221; <a href="http://www.bbc.co.uk/" target="_blank">BBC</a>. Parte dei finanziamenti provengono invece dalla lotteria, perfettamente messa a servizio del bene comune.</p>
<p>Bravi loro! E noi? Noi ripetiamo in ogni contesto possibile che il nostro patrimonio storico-artistico non ha eguali al mondo e allo stesso tempo togliamo ore di insegnamento della Storia dell&#8217;Arte nei licei. Così. Tanto per onorare la coerenza e il pensiero strategico.</p>
<p>Buona settimana!</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Metropolitan + Google Goggles: altro che QR Code</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 09:30:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>excentrica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://youtu.be/jC4d9e3M-x0">View Video</a></strong></p><p>Chi mi conosce lo sa, io e i QR Code non andiamo d&#8217;accordo. Per questo ho particolarmente apprezzato la partnership stretta tra il <strong>Metropolitan Museum di New York</strong> e <strong>Google Goggles</strong> &#8211; il video qui sopra mi sembra un ottimo modo per comuncarla &#8211;  che prevede la possibilità di raggiungere immediatamente le schede analitiche dell&#8217;intera collezione del museo dal proprio cellulare. Per chi non conosce l&#8217;app mi spiego meglio.<br />
<span id="more-1881"></span><br />
<a href="http://www.google.com/mobile/goggles/" target="_blank">Google Goggles</a> &#8211; disponibile anche per iPhone se ve lo state chiedendo &#8211; permette di cercare sul web attraverso un&#8217;immagine al posto del testo. Scattate una foto ad un oggetto, un quadro, un manifesto e qualsiasi altra cosa vi venga in mente e Goggles ne cerca le relative informazioni sul web. Comodissimo se avete di fronte un dipinto di cui non ricordate l&#8217;autore (in questo una sorta di declinazione visiva di Shazam &amp; Co) ma anche semplicemente se volete ricavarne maggiori dettagli.<br />
Ecco, quando il dipinto sottoposto a Goggles appartiene alla collezione del Metropolitan, l&#8217;app vi indirizzerà direttamente alla scheda corrispondente sul sito del museo, che &#8211; neanche a dirlo &#8211; è perfettamente calibrata per mobile. Semplice no?</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.excentrica.it/main/wp-content/uploads/2012/01/madonna_bambino_lippi.jpg"><img class="alignleft" title="madonna_bambino_lippi" src="http://www.excentrica.it/main/wp-content/uploads/2012/01/madonna_bambino_lippi-222x300.jpg" alt="Madonna con bambino - Filippino Lippi - Metropolitan Musem " width="222" height="300" /></a>I più fortunati potranno misurarne immediatamente l&#8217;efficacia andando alla splendida mostra allestita attualmente alle <a href="http://www.scuderiequirinale.it/categorie/mostra-000?explicit=SI" target="_blank">Scuderie del Quirinale</a> e scattando una foto (sempre che non venga loro tagliata la mano date le illuminate regole museali nostrane) alla splendida <em>Madonna con Bambino </em>di Filippino Lippi appena restaurata e proveniente proprio dal MET. Sarà lui infatti, indirizzandovi direttamente <a title="Madonna col bambino - Filippino Lippi su MET" href="http://www.metmuseum.org/Collections/search-the-collections/110001336" target="_blank">qui</a>, a fornirvi tutti i dettagli storici e tecnici per approfondire, integrandoli con quelli già disponibili in mostra. E, siamo sicuri, il Qr Code non vi mancherà.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>PS: come vedete ho cambiato abito. E&#8217; solo la prima di un po&#8217; di trasformazioni pianificate in vista della fine del mondo (bisogna sempre farsi trovare pronte). Come ogni vestito nuovo richiede un po&#8217; di aggiustamenti sartoriali. O forse questo capita solo a me e ai miei 158 cm? Anyway&#8230; Vi capiterà di imbattervi in articoli non formattati nel modo &#8220;appropriato&#8221;. Portate pazienza e intanto chiudete un occhio. Non è la fine del mondo.</p>
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		<title>Caro Babbo Natale, portaci una pala. Dobbiamo scavare una buca nel giardino delle Great Expectations!</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 13:04:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>excentrica</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img src="http://www.excentrica.it/main/wp-content/uploads/2011/12/Mondrian_melo_in_fiore-e1324471679104.jpg" alt="" width="495" height="365" />Ed eccoci qua, negli ultimi giorni di questo lungo 2011, con propositi traditi e sassolini di vita a ...<a href="http://www.excentrica.it/caro-babbo-natale-portaci-una-pala-dobbiamo-scavare-una-buca-nel-giardino-delle-great-expectations" class="read-more">Continue Reading</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.excentrica.it/main/wp-content/uploads/2011/12/Mondrian_melo_in_fiore-e1324471679104.jpg" alt="" width="495" height="365" /><p>Ed eccoci qua, negli ultimi giorni di questo lungo 2011, con propositi traditi e sassolini di vita a pesare nelle tasche del cappotto. Ma non tutti i sassolini sono uguali, ce n&#8217;è uno che pesa di più. Lo estraggo, per vedere se magari mi alleggerisco un po&#8217;.</p>
<p><strong>Berlusconi alla fine è stato abbattuto dallo spread. </strong>Ah, se qualcuno mi avesse detto questo  mentre  17 anni fa cercavo di decifrare i primi spot di una sconosciuta Forza Italia!<br />
<span id="more-1641"></span> E non parlo certo dell&#8217;ormai celebre discesa in campo. Penso piuttosto a qualche mese prima, quando giravano tra le reti Mediaset degli interstiziali con le inquadrature delle principali città italiane a volo d&#8217;uccello, la musica dello storico Intervallo in sottofondo e il logo Forza Italia alla fine (li ho cercati e ricercati inutilmente su YT, se qualcuno li trova e me li segnala verrà ringraziato sentitamente). Quelli che io scambiavo come spot per qualche manifestazione calcistica internazionale &#8211; mondiali, europei? &#8211; salvo chiedermi perché farli con così largo anticipo. Ma in fondo chi se ne frega, è solo pubblicità, tra una puntata dei Robinson e una di Casa Keaton. Ecco, se qualcuno in quel momento mi avesse detto che un giorno Berlusconi sarebbe stato abbattuto dallo spread, credo gli avrei risposto prima di tutto <em>Cos&#8217;è lo spread?</em> E subito dopo <em>Beh, è così importante? Al massimo rinuncerò ai telefilm.</em></p>
<p>Avevo 14 anni, iniziava la mia vera formazione, quella per la costruzione di un futuro dalle magnifiche sorti e progressive, quella a cui avrei dedicato per più di 10 anni ogni microfibra del mio corpo, ogni neurone della mia mente, senza sosta, senza concessioni, senza compromessi. <em>Tutta te stessa</em>, questo vuol dire.</p>
<p>Perché questo significa sognare no? Immaginare un futuro, per te e per la tua comunità. E dopo averlo immaginato, prendere carta, penna, forbici colla e tutto il necessario per renderlo tangibile, visibile, abitabile. Una casa in cui poter vivere.</p>
<p>E&#8217; un lavoro lungo e non bisogna mollare, non bisogna stancarsi, non bisogna rallentare. Qualcuno ci aveva detto che la nostra carta, la nostra colla e le nostre forbici sarebbero stati i libri. <em>Studia studia che il sogno si avvera</em>. E allora studiamo, studiamo a tutte le ore del giorno, studiamo anche fino alle 4 di notte, nel buio di una cucina con l&#8217;aroma di caffè. Studiamo all&#8217;alba, ancora sotto le coperte e gli occhi abbottonati, studiamo l&#8217;estate rinunciando spesso al sapore del mare, studiamo perché di quello sarà fatta la nostra casa, una casa libera, una casa giusta, una casa piena di bellezza.  Nel frattempo improbabili personaggi riempiono le nostre televisioni, i nostri giornali, le nostre librerie, le nostre piazze. Anche loro parlano di <em>case</em> e di <em>libertà</em>, parlano di <em>amore</em> e di <em>giustizia</em>, persino di <em>bellezza</em>. Sembrano le nostre parole, ma qualcosa non quadra. Suonano vuote dentro i loro sorrisi incravattati, dentro le loro labbra gonfiate, i loro occhi spenti. Eppure non riusciamo ad aprirle per mostrarne il contenuto, non riusciamo a distinguerle dalle nostre, ogni giorno più piccole, più opache, più sottili, alla fine indecifrabili.  Non bastano collettivi, manifestazioni, documenti, proteste più o meno creative. Tantomeno basta il nostro voto, giunta ormai l&#8217;età dell&#8217;affidamento alla rappresentanza, altrimenti detta<em> maggiore età</em>.</p>
<p>Passano così 17 anni. La carta è ingiallita, la colla seccata e le forbici arrugginite. Compaiono i primi capelli bianchi, la cellulite, l&#8217;emicrania e l&#8217;insonnia, e noi non abbiamo più strumenti per costruire la nostra casa, né forse parole per dirla. Qualcuno nel frattempo sostituisce <em>libertà, amore, giustizia e bellezza </em>con <em>rigore, sobrietà, sacrifici.</em> Queste parole ci piacciono di più, suonano meno vuote, ci sembra che aprendole troveremo forse una polpa da mangiare. La polpa è quella del denaro che un giorno (così ci dicono) verrà, barattato però con il sogno di oggi. D&#8217;altra parte di quel sogno è rimasto così poco che non ci sembra così irrinunciabile. Io però ne stacco una briciola e la tengo per me, chissà che un giorno non diventi un albero. Spero lo facciate anche voi.</p>
<p>Caro Babbo Natale, portaci una pala per scavare una buca e sotterrare il nostro brandello di sogno nel giardino delle <em>Great Expectations</em>.</p>
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		<title>L&#8217;aura è morta. Viva l&#8217;aura! Carlo Zanni e i nuovi scenari dell&#8217;arte net-based</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 09:23:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<img src="http://www.excentrica.it/main/wp-content/uploads/2011/10/zanni_my_country1.png" alt="" width="495" height="185" />Mi rendo conto che parlo sempre molto di editoria e poco di arte. Strano, per una che in ...<a href="http://www.excentrica.it/laura-e-morta-viva-laura-carlo-zanni-e-i-nuovi-scenari-dellarte-net-based" class="read-more">Continue Reading</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.excentrica.it/main/wp-content/uploads/2011/10/zanni_my_country1.png" alt="" width="495" height="185" /><p style="text-align: left;">Mi rendo conto che parlo sempre molto di editoria e poco di arte. Strano, per una che in realtà dovrebbe occuparsi principalmente di arte contemporanea. D&#8217;altra parte, con rare e piacevoli eccezioni di cui a volte riesco a dar conto qui, il <em>sistema arte</em> sembra ben più lento rispetto a quello editoriale nella ricezione di nuove possibilità offerte dal terremoto digitale. Potremmo discutere giorni sul perché questo avvenga &#8211; le regole che muovono il mercato dell&#8217;arte, sia museale che galleristico, sono decisamente diverse da quelle del mercato editoriale &#8211; ma intanto vale la pena soffermarci su progetti innovativi che immaginano nuovi scenari possibili.</p>
<p><span id="more-1606"></span></p>
<p><a href="http://mycountryisalivingroom.com" target="_blank">My country is a Living Room</a>, ultimo progetto di Carlo Zanni, artista new media di cui <a href="http://www.excentrica.it/privacy-o-intimacy-iterating-my-way-into-oblivion-di-carlo-zanni" target="_blank">ho già parlato qui</a>, si basa su un sistema di scrittura automatico elaborato dagli ormai chiusi <a href="http://www.googlelabs.com/" target="_blank">Google Labs</a> (la crisi attacca anche i pixel).</p>
<p>Una sorta di esperimento surrealista 2.0, dove l&#8217;algoritmo sostituisce l&#8217;inconscio e confeziona così infinite versioni di una narrazione real-time, omaggio virtuale ai 150 anni di un paese <em>salotto.</em> Rinuncio a descrivervi il complesso funzionamento, <a href="http://mycountryisalivingroom.com/about" target="_blank">spiegato fin nei minimi dettagli dall&#8217;artista</a>, né mi dilungo in interpretazioni critiche poco adatte a questa sede. Quello invece di cui vorrei parlarvi è il sistema fruitivo e distributivo che sembra aprire una crepa nell&#8217;attuale mercato della new media art.<br />
L&#8217;arte net-based, si sa, sta nella nuvola. E&#8217; raggiungibile da tutti in ogni parte del mondo, escluse censure e assenza di banda &#8211; particolare in effetti non del tutto irrilevante &#8211; e sembra così abbattere il sistema stesso dell&#8217;arte basato sull&#8217;unicità e l&#8217;esclusività dell&#8217;opera-oggetto. I galleristi impazziscono, i musei fanno ancora i conti con l&#8217;arte elettronica, e solo qualche coraggioso centro d&#8217;arte tenta metodi alternativi di fruizione (vedi la mia intervista a <a href="http://www.digicult.it/digimag/article.asp?id=2028" target="_blank">Marta Ponsa del Jeu de Paume</a>).<br />
E gli artisti? Creano nuovi scenari possibili, ognuno con la sua poetica e la sua linea di ricerca. <a href="http://mycountryisalivingroom.com" target="_blank">My country is a living room </a>si acquista con metodo <strong>Pay-Per-View</strong>, esattamente come un film, un talk show, una serie tv. Esistono accessi di un giorno, tre giorni, una settimana. In altre parole, l&#8217;opera d&#8217;arte entra a far parte di un ecosistema che la mette a fianco di un film, un articolo di giornale, un libro, una serie tv e forse pure di un paio di sneaker,<a href="http://www.excentrica.it/back-to-school-isbn-edizioni-e-la-campagna-di-buon-compleanno-malcolm" target="_blank"> direbbero gli amici di Isbn Edizioni</a>. Inorridite? Con il tardo capitalismo bisogna fare i conti e le strategie sono molteplici. La via omeopatica, ovvero quella che gioca con le sue stesse regole, è una delle strade possibili.<br />
Zanni ha fatto della fruizione e della proprietà dell&#8217;opera net-based parte integrante della sua poetica. Già nel 2003, con <a href="http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=9045&amp;IDCategoria=1" target="_blank">Altarboy</a>, tentava di coniugare l&#8217;aspetto effimero e volatile dell&#8217;oggetto online con quello solido e immutabile del supporto materico. La messa in scultura dell&#8217;opera, il renderla installazione tangibile e quindi &#8220;vendibile&#8221;, è forse una delle vie più semplici da seguire. Tanto semplice da risultare a volte persino scontata. E se esistessero altre vie? Se l&#8217;accesso fosse regolato allo stesso modo di altri oggetti culturali? Se la proprietà dell&#8217;opera fosse effimera come l&#8217;opera stessa? Se accettassimo fino in fondo la perdita dell&#8217;aura e smettessimo quindi di tentare di resuscitarla con ingegnose quanto inutili strategie di rianimazione? In fondo, basterebbe solo superare il lutto e ricominciare a vivere. Nessuno può sapere se un giorno la nostra amata aura tornerà, portando con sé una valigetta di irriproducibili atomi.</p>
<p>Io intanto sono temporaneamente proprietaria di un&#8217;opera d&#8217;arte pagata meno di un euro. E questo mi piace.</p>
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		<title>Il libretto rosa di Finzioni: siamo tutti creativi</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 14:24:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<img src="http://www.excentrica.it/main/wp-content/uploads/2011/09/libretto_rosa_finzioni.jpg" alt="" width="495" height="260" />Per scegliere il post (bi)settimanale con cui aggiornare questo bistrattato blog questa volta ho penato molto. Sul podio ...<a href="http://www.excentrica.it/il-libretto-rosa-di-finzioni-siamo-tutti-creativi" class="read-more">Continue Reading</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.excentrica.it/main/wp-content/uploads/2011/09/libretto_rosa_finzioni.jpg" alt="" width="495" height="260" /><p style="text-align: left;">Per scegliere il post (bi)settimanale con cui aggiornare questo bistrattato blog questa volta ho penato molto. Sul podio dei top 3 comparivano anche: la bella campagna digitale organizzata da <a href="http://www.bolognaartmanagers.com/" target="_blank">BAM! </a>per la prossima pedonalizzazione del centro storico bolognese (<a href="http://www.tdays.bo.it/" target="_blank">TDays</a>) e l&#8217;iniziativa <a href="http://www.doppiozero.com/materiali/sciara" target="_blank">Sciarà</a>, ideata dall&#8217;emag <a href="http://www.doppiozero.com/" target="_blank">Doppiozero</a> e tradotta in atomi nelle piazze dell&#8217;appena concluso <strong>Festival della Letteratura di Mantova</strong>.</p>
<p><span id="more-1584"></span></p>
<p>Alla fine, però, <a href="http://www.finzionimagazine.it/finzioni/il-libretto-rosa-di-finzioni/il-libretto-rosa-di-finzioni/" target="_blank">Il libretto rosa</a> del magazine <a href="http://www.finzionimagazine.it/" target="_blank">Finzioni</a> (gli amanti lo possono votare come miglior blog letterario ai <a href="http://www.macchianera.net/2011/09/02/mba-macchianera-blog-awards-2011-2-le-nomination/#more-27720" target="_blank">Macchianera Blog Awards</a>) ha sbaragliato tutti. Per un solo motivo: la capacità di dare corpo a quello spirito di condivisione produttiva della conoscenza che sul web  si è incarnato nelle pratiche dei cosidetti <em>prosumer</em>, ma che nell&#8217;era predigitale è sempre esistito nell&#8217;aspetto della creatività collettiva. Quella che di tanto in tanto è stata in grado di dare uno scossone alla Storia. Quella che ci preserva dall&#8217;essere pecorelle ammaestrate dai pastori (siano Chiese, Governi o Mercati), quella che ci permette di comporre, scrivere, dipingere, dirigere le nostre vite. Che non saranno l&#8217;ultimo romanzo di Frenzen o l&#8217;ultima installazione di Anish Kapoor, ma sono pur sempre una storia da vivere e da raccontare.</p>
<p>Ed ecco qua<strong>Il libretto Rosa</strong> di Finzioni: un <em>nonalogo</em> (perché &#8220;<em>non-ha-logo</em>&#8221; e perché &#8220;<em>di decaloghi in giro ce ne sono già troppi</em>&#8220;) che è un vero e proprio manifesto del lettore come soggetto attivo, creativo, autoriale:</p>
<div id="_mcePaste"><em>Il mondo, insomma, è un grande testo che si scrive continuamente, e che noi stessi contribuiamo a scrivere. Scrivere e leggere, a pensarci bene, sono la stessa cosa: un atto di comprensione della realtà. Leggere il mondo, infatti, implica essere in grado di raccontarcelo, cioè di costruirne una narrazione: quando cerchiamo di “leggere gli eventi” per poterli meglio comprendere, per decidere se e come agire, non stiamo forse narrando quegli stessi eventi a noi stessi?</em></div>
<div id="_mcePaste"><em>Siamo lettori e narratori ad un tempo. Noi siamo i nostri autori.</em></div>
<div></div>
<p>Perché mi piace?</p>
<p><strong>1. </strong>Perché spezza quel rapporto asimmetrico e decisamente gerarchico tra produttori e fruitori delle opere d&#8217;intelletto che alimenta le ingiustizie sociali e rinchiude in due mondi distanti <em>chi prende la parola </em>e <em>chi può solo ascoltare. </em></p>
<p><strong>2. </strong>Perché usa sapientemente gli strumenti e le logiche che il web mette a disposizione (basta contare il loro numero di <a href="http://twitter.com/#!/Finzioni" target="_blank">follower su Twitter</a>) ma non rinuncia a formati più tradizionali e meno frammentati come l&#8217;intramontabile pdf.</p>
<p><strong>3. </strong>Perché, assieme ad altre realtà emergenti (tutte a dir la verità online) riconosce il ruolo necessario e imprescindibile della cultura condivisa come prima arma di lotta contro l&#8217;avvilimento sociale che stiamo vivendo da anni.</p>
<p>Per scaricare, diffondere e condivere Il Libretto Rosa di Finzioni, questo<a href="http://www.finzionimagazine.it/Il%20Libretto%20Rosa%20di%20Finzioni.pdf" target="_blank"> il link</a>.</p>
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		<title>René d&#8217;Harnouncourt about art</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Sep 2011 15:10:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>excentrica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Inspiring]]></category>

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		<description><![CDATA[To look and look and look, and then to look again, because nothing replaces looking . . . ...<a href="http://www.excentrica.it/rene-dharnouncourt-about-art" class="read-more">Continue Reading</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>To look and look and look, and then to look again, because nothing replaces looking . . . to be with art.</p>
<address>[René d'Harnoncourt, che ha diretto il MOMA dal 1949 al 1967]</address>
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		<title>Back to school: Isbn Edizioni e la campagna di Buon Compleanno Malcolm</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 13:20:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>excentrica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[letture]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://www.excentrica.it/main/wp-content/uploads/2011/08/Immagine-6.png" alt="" width="495" height="198" />Ricomincio così, con un post pieno di speranza per la cultura e l&#8217;imprenditoria under 40, di cui questo ...<a href="http://www.excentrica.it/back-to-school-isbn-edizioni-e-la-campagna-di-buon-compleanno-malcolm" class="read-more">Continue Reading</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.excentrica.it/main/wp-content/uploads/2011/08/Immagine-6.png" alt="" width="495" height="198" /><p style="text-align: left;">Ricomincio così, con un post pieno di speranza per la cultura e l&#8217;imprenditoria under 40, di cui questo paese avrebbe bisogno più di qualunque stramiliardaria manovra. Di quella generazione si è detto di tutto: è viziata, vive di rendita, non legge, guarda troppa TV, sta solo su Facebook, non sa più scrivere, è drogata di videogame, è priva di iniziativa, manca di indipendenza, ma soprattutto: <em>non è quella di una volta</em>.</p>
<p><span id="more-1569"></span></p>
<p>Sarà, ma io mi sono goduta in questi ultimi giorni il profumo di comunicazione emanato dalla piccola e intrigante casa editrice diretta da <strong><a href="http://isbnedizioni.it/buon-compleanno-malcolm/" target="_blank">Massimo Coppola</a></strong> (e notare il mood postmoderno della bio: un dottorato di ricerca in scienze cognitive, ex volto di MTV brand:new, autore di trasmissioni televisive come Avere Vent&#8217;anni) che sembra aver capito perfettamente la sfida dei nuovi oggetti culturali. Si legge infatti nel <a href="http://isbnedizioni.it/manifesto/" target="_blank">manifesto di ISBN Edizioni</a>:<br />
<em><br />
Oggi il libro è solo uno degli oggetti di consumo che si spartiscono i nostri desideri. Le categorie di cultura alta e cultura bassa non sono più in grado di descriverlo. Oggi il libro compete non solo contro altri libri, ma soprattutto contro i quiz, i telefonini, le scarpe da ginnastica e ogni altra merce desiderabile.</em></p>
<p>Un po&#8217; troppo marketing-oriented? Forse, ma a ragion veduta. Sarà per questa lucidità che l&#8217;attuale campagna per l&#8217;uscita di <a href="http://isbnedizioni.it/buon-compleanno-malcolm/" target="_blank">Buon Compleanno Malcolm</a>, romanzo d&#8217;esordio dell&#8217;eclettico <a href="http://bydavidwhitehouse.com/" target="_blank">David Whitehouse</a>, mi ha trascinato come il profumo di caffé nel dormiveglia.</p>
<p>Neanche a dirlo, tutto comincia da <a href="http://twitter.com/#!/isbnedizioni" target="_blank">Twitter</a>, dove scopro l&#8217;annuncio di <em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=ZuimjtrWXy0" target="_blank">uno splendido booktrailer per un libro indimenticabile. </a></em>Il post scalza via tutti gli altri e mi rapisce. Il trailer non mi delude. Ho molto da fare, mi dimentico pure di ritwittare il post ma memorizzo il titolo: <em>Buon Compleanno Malcolm</em>. Ok. Pochi giorni dopo sono seminuda su un lettino, armata di crema solare e occhiali da sole, a godermi l&#8217;unico giorno di mare livornese con mia madre e una copia di <strong>D di Repubblica</strong>, immancabile appuntamento del sabato mattina: nella pagina dei libri lo rivedo. E&#8217; lui. Leggo finalmente la trama, memorizzo la stravagante copertina. Lo cerchio con la penna pur sapendo che come sempre perderò la copia della rivista su qualche sedile di qualche vettura Trenitalia. Ok. Il giorno dopo è di nuovo lì. Sul mio newsfeed di Facebook compare l&#8217;audio di un estratto e a questo punto capisco che l&#8217;annotazione non basta più. Cerco informazioni, scopro una recensione sul <a href="http://www.guardian.co.uk/books/2011/jul/22/bed-david-whitehouse-first-review" target="_blank">Guardian</a>. Lo inserisco nella lista dei romanzi da comprare nei prossimi giorni e decido di dedicare a questa piccola, giovane, indipendente, agguerrita, coraggiosa, innovativa <a href="http://www.isbnedizioni.it/" target="_blank">casa editrice</a> il post del mio back to school, che sia di buon auspicio per gli under 40 agonizzanti in questo paese per vecchi.</p>
<p>Buon rientro a tutti.</p>
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