Di Vendola, Puglia e balli negati
Posted on 6 aprile 2010

Campo in Puglia. L'immagine è di @nnalis@ su Flickr.
Excentrica e F. sono appena tornati da una vorticosa tre giorni a Livorno, città natale di lei. Come sottolinea più volte F, non hanno fatto altro che mangiare, passando da un tavolo a un altro: quello della mamma a 3 portate, quello pasquale della zia a 10 portate, quello degli amici bagnato da ottimo vino e da chiacchiere fitte. Ecco, se da una parte sono tornati a Bologna con il fardello della dieta sulle spalle che li accompagnerà per il prossimo mese, dall’altra hanno svuotato quello della rabbia e della rassegnazione politica, parlando con chiunque del risultato elettorale della scorsa settimana.
E mentre Vendola e la sua terra sembrano sempre di più il faro che illumina la notte di un elettorato di sinistra smarrito, ferito e imbestialito, il coro di ogni tavolo era univoco: “ma lo sai che la Lega ha preso il 3% persino a Livorno?”
Livorno, dove nel ’76 il PCI prendeva più del 70% e Cota era lontano dai nostri incubi. E quando ieri all’Infedele lo sentivo dire “noi siamo quelli veri, noi siamo il popolo, noi non stiamo nei salotti e ce ne freghiamo degli editoriali sui giornali perché stiamo con la gente comune che quella roba non la legge” il mio cervello è stato attraversato da una miriade di sinapsi contemporanee che hanno prodotto un flusso indistinto di considerazioni. Cercherò qui di metterle in rigoroso ordine cronologico di apparizione:
1. La Lega è l’unica che di questi tempi predica una politica antiborghese (attenzione, predica, non “attua”), ovvio che la working class la preferisca ad altri soggetti politici.
2. Oddio, gli editoriali sui giornali tra un po’ non li leggo più neanch’io perché sono diventati pallosi, ripetitivi, inutili… Magari la cosiddetta “gente comune” li leggerebbe se ci trovasse qualcosa d’interessante. Chissà…
3. Un tempo “quelli veri” erano altri, e per un certo periodo erano pure riusciti a considerare il popolo un insieme di persone in grado di costruire cultura. Allora la “gente comune” non solo leggeva i giornali, ma guardava film, divorava libri, credeva nello studio come arma di riscatto sociale e politico. Avevano aperto i salotti, che erano diventati grandi sale da ballo dove costruire insieme il futuro di questa nazione (evidentemente hanno ballato troppo e costruito poco!)
4. “Quelli veri”: la questione dell’autenticità è cruciale nei nostri tempi, nella politica come nell’advertising. Forse dovrei studiarla di più .
5. Nichi ti prego clonati. Grazie.
E così sono tornata a prenotare la nostra masseria per andare a ballare in Puglia, visto che per adesso sembra non lo possa fare da altre parti.
Buon inizio settimana a tutti.
Ai pirati livornesi si puo’ perdonare il 3% alla lega. glielo si deve. e poi prossimo passo? grande gemellaggio Puglia – Livorno. e parlo solo di Livorno e non Toscana .. non vorrei che Renzi ci infettasse le fabbriche di nichi ..
Ciao Rob! Ecco un bel gemellaggio potrebbe essere la prima ancora di salvezza.
Magari i pirati livornesi escono dalla Renzi&Co boutique e si buttano nelle fabbriche a vedé di combinà quarcosa di bono…
ma quale masseria? allora venite??! sono contenta