Visto.Fatto.Letto. Appunti di un mese di vita alle soglie della primavera

Principi di primavera a Parigi. Per una volta la foto è mia

Quasi un mese di assenza da qui. Impossibile dar conto sensatamente di tutto quello che vorrei. Tento una sintesi liofilizzata e poco rigorosa in ordine cronologico inverso

VISTO

- Motus: (Antigone) Contest #1. Bologna, Teatri di Vita. Questa è la cultura di cui abbiamo bisogno. Questa è la cultura che dobbiamo finanziare, con impegni personali ed elettivi. Consiglio il video del loro debutto nell’Ex OGR, Officine Grandi Riparazioni. Torino si muove recuperando spazi spettacolari. Sarebbe bello lo facesse anche Bologna, senza farsi appesantire troppo da crescentine e tortellini. Che dite?

- Modigliani Scultore. Rovereto. MART.  Il mio concittadino dall’animo tardoromantico affetto da spleen baudelairiano studiato per le sue opere scultoree, terreno scivoloso soprattutto dopo lo scherzo labronico della metà degli anni ’80. Un vero e proprio progetto scientifico esposto dopo anni di ricerca. L’esposizione è purtroppo ormai conclusa, potete leggervi però il bell’articolo di Barbara Cinelli su Alias, supplemento settimanale de Il Manifesto. Il MART in realtà presenta molto altro che vi racconterò in un post dedicato.

- The King’s Speech in lingua originale alla Cineteca di Bologna. Imperdibile.

FATTO:

- Intervento al DD-DAY, bella giornata organizzata da Open Lab sul tema Content and Marketing e ospitata dal Master in Multimedia Content Design dell’Università di Firenze. Ringrazio per questo Gianpaolo D’Amico e gli amici di Open Lab per l’invito. Le slide le trovate qui.

- Lezione su musei e web 2.0 a TagboLab, laboratorio di marketing territoriale della facoltà di Scienze della Comunicazione a Bologna diretto da Michele D’Alena, che ovviamente ringrazio per l’invito. Le slide di questo le trovate qui. Tra l’altro, vogliamo aiutarli a costruire una guida per una Bologna in movimento? Guardate qui.

- Intervista a Marta Ponsa, responsabile delle attività espositive e dei programmi culturali dello splendido Jeu de Paume di Parigi per il prossimo numero di Digimag. La troverete online a breve.

LETTO e RILETTO

- Jean François Lyotard: La condizione postmoderna. In splendida edizione tascabile Feltrinelli con copertina verde shock.

- Judith Butler, La rivendicazione di Antigone. Edizione tascabile Bollati Boringhieri in un primaverile rosso corallo.

- Luigi Ghirri, Lezioni di fotografia. Una chicca assoluta pubblicata recentemente dalla piccola e agguerrita casa editrice Quodlibet (ottimo account Twitter, tra l’altro).

Tra uno spettacolo, un libro, una mostra, un intervento e parecchi spostamenti lavoro molto, motivo per cui a volte non riesco a stare al passo qui. Non me ne vogliate. Cercherò di farmi perdonare.

Buona primavera a tutti i miei lettori e alle mie lettrici.

Ferragosto bolognese

L'immagine è di Simone Sacchi, pubblicata su Flickr con copyright reserved. Mi scuso in anticipo per questo "furto" per una giusta causa.

Piazza Santo Stefano. L'immagine è di Simone Sacchi, su Flickr.

Ci contiamo sulle dita di una zampa di gallina. Siamo i sopravvissuti all’apocalisse cittadina di Ferragosto; quella che spazza via corpi e lascia solo spazi, ingoia vetrine ed esibisce edifici.
Ode assoluta al vuoto, alla lentezza, al silenzio. Benedetta oggi da un eccentrico vento e da un azzurro coraggioso.

Bologna si ricorda il suo rosso e lo mostra sfacciata ad occhi assenti. Oggi, forse, la sento più mia.

Buon Ferragosto a chi è rimasto. Malgrado tutto.

PS:  per l’utilizzo – ammetto, indebito – della bella fotografia qui sopra mi scuso in anticipo. Inserisco però molto volentieri il link all’album Bologna di Simone Sacchi su Flickr.

Dai trasferelli alla bomba atomica: Nagasaki a 10 anni

Ombre atomiche. Foto d'archivio, conservata al museo della bomba atomica di Nagasaki.

Ombre atomiche. Foto d'archivio, conservata al museo della bomba atomica di Nagasaki.

A volte mi chiedo se il trauma storico della Seconda Guerra Mondiale, che ha accompagnato la mia vita studentesca fin dalla fine delle elementari, sia ancora vivo e condiviso nelle nuove generazioni di bambini studenti. Mi chiedo, per esempio, se anche loro tentano invano di immaginare cosa significhi trovarsi in mezzo all’esplosione della bomba atomica. Mi chiedo se provano lo stesso smarrimento nello sforzo, tutto infantile, di creare un ordine di grandezza delle atrocità – la bomba atomica è più o meno dell’olocausto? - fino ad arrendersi, stremati, all’impossibilità di firmare un elenco certo.
E chissà se la loro estate, come la mia di vent’anni fa, è scandita da letture engagées, libri da grandi portati tra secchiello e paletta, e mostrati con lo stesso orgoglio del primo bikini. Nell’iniziazione alla fase adulta, le atrocità della Seconda Guerra Mondiale sembravano stendersi sui nostri corpi come i tatuaggi da spiaggia, gli amati trasferelli barattati con quattro ghiaccioli alla menta.
Continue Reading →

Back to writing

Giuseppe Penone, Sculture di linfa, MAXXI, collezione permanente

Giuseppe Penone, Sculture di linfa, MAXXI, collezione permanente

E’ il 3 di agosto. La maggior parte dei blog che seguo, per passione, per lavoro, per simpatia, è chiuso per ferie. Le città si svuotano e i lidi si affollano. Il caldo ottenebra le menti e fiacca la scrittura. Ma, se la leggenda vuole che Fred Vargas (a proposito, è appena uscita una graphic novel con Adamsberg protagonista!) abbia scritto i suoi primi romanzi nelle sue tre settimane di vacanza ad agosto, significa che il mese delle cicale può regalare, in sordina e con indolenza estiva, grandi soddisfazioni.

Ed è così che, dopo più di un mese di afasia, riprendo a tenere il mio intermittente, incoerente, rizomatico diario, infarcito di arte, comunicazione, nuove tecnologie e pizzichi di personalissima visione del mondo. Inutile cercare un filo conduttore, non l’ho trovato neanch’io, né tra i pixel né tra gli atomi. Colpa mia o colpa della nebbia dei tempi, ma tant’è.

Che cosa ho fatto in questo mese di assenza? Molto, forse moltissimo, ma se devo compiere un unico prelievo e trascriverlo qui, sarà l’esperienza tattile e visiva della sala dedicata a Penone e alle sue Sculture di Linfa, parte della collezione permanente del MAXXI di Roma. Lei, da sola, vale la visita e la mia sparizione.

“Lo strumento del toccare sono le mani, l’epidermide delle mani. I centri sensori del nostro corpo sono soprattutto sulla superficie, non all’interno. Il nostro corpo è fatto di parti molli e parti dure. La scatola cranica si adatta alla forma che protegge. L’osso del cranio è materia plastica per il cervello che lo costruisce, lo adatta alla sua forma. Il cervello aderisce al cranio, sul quale registra le sue pulsioni ma non è in grado di leggere la superficie che tocca. Per capire e avere coscienza della forma della superficie interna al cranio occorre toccarla con le mani, vederla con gli occhi.”

Le parole di Giuseppe Penone sono tratte dal testo di Georges Didi-Huberman, Su Penone, Electa – Pesci Rossi, 2008.

Elogio della leggerezza #2: accetta l’incoerenza

La celebre scena delle converse nel film di Sofia Coppola Marie Antoinette.

La celebre scena delle converse nel film di Sofia Coppola Marie Antoinette.

Nel lungo e faticosissimo viaggio verso la leggerezza Excentrica ha messo in valigia questo fotogramma.

Grazie Sofia.

Di Vendola, Puglia e balli negati

Campo in Puglia. L'immagine è di @nnalis@ su Flickr.

Campo in Puglia. L'immagine è di @nnalis@ su Flickr.

Excentrica e F. sono appena tornati da una vorticosa tre giorni a Livorno, città natale di lei. Come sottolinea più volte F, non hanno fatto altro che mangiare, passando da un tavolo a un altro: quello della mamma a 3 portate, quello pasquale della zia a 10 portate, quello degli amici bagnato da ottimo vino e da chiacchiere fitte. Ecco, se da una parte sono tornati a Bologna con il fardello della dieta sulle spalle che li accompagnerà per il prossimo mese, dall’altra hanno svuotato quello della rabbia e della rassegnazione politica, parlando con chiunque del risultato elettorale della scorsa settimana.

E mentre Vendola e la sua terra sembrano sempre di più il faro che illumina la notte di un elettorato di sinistra smarrito, ferito e imbestialito, il coro di ogni tavolo era univoco: “ma lo sai che la Lega ha preso il 3% persino a Livorno?
Livorno, dove nel ’76 il PCI prendeva più del 70% e Cota era lontano dai nostri incubi. E quando ieri all’Infedele lo sentivo dire “noi siamo quelli veri, noi siamo il popolo, noi non stiamo nei salotti e ce ne freghiamo degli editoriali sui giornali perché stiamo con la gente comune che quella roba non la legge” il mio cervello è stato attraversato da una miriade di sinapsi contemporanee che hanno prodotto un flusso indistinto di considerazioni. Cercherò qui di metterle in rigoroso ordine cronologico di apparizione:

Continue Reading →

Andrà tutto bene

Guido van der Werve, Nummer Acht, everything is going to be alright , 2007. Stillframe

Guido van der Werve, Nummer Acht, everything is going to be alright , 2007. Stillframe

Il cielo di Bologna ha il solito à-plat grigio bianco. Piove. I contorni si perdono nell’aria lattiginosa. Dissolvenza al bianco.
Andrà tutto bene.

E’ il lunedì di una solita intensa settimana. Il tempo scarseggia, l’energia pure. Io vorrei tanto andare in letargo, almeno per un mese.
Andrà tutto bene.

Non corro, ha poco senso. Cammino, tengo il passo, non mollo. Se non mi fermo, se continuo a camminare, forse non verrò mai schiacchiata.

Andrà tutto bene.

Nummer Acht, everything is going to be alright è uno splendido video dell’artista Guido van der Werve. Excentrica ha avuto l’onore di vederlo per ben due volte: una alla galleria civica di Modena, diretta allora da Angela Vettese, l’altra al PS1 di New York. E’ rintracciabile, sebbene in pessime versioni, su youtube.