
La mappa Cinema City all'interno del libro-atlante Infinite City
Di quante città è fatta una città? Quante mappe, itinerari, percorsi possiamo attivare in uno spazio narrativo come quello di un agglomerato urbano? Scopro nell’ultimo articolo di Matteo Bittanti sul mensile Duellanti (lo trovate qui) il libro e progetto espositivo – ahimé, quello ormai concluso – Infinite City (non è l’unico di questi tempi, ricordate la mostra-libro Atlas di Didi-Huberman?). La scrittrice e saggista Rebecca Solnit lo ha realizzato in collaborazione con il SFMOMA assieme a decine di artisti, designer, cartografi, scrittori.
Un libro-atlante che racconta la città di San Francisco srotolata nel tempo e abitata da storie individuali e collettive. 22 mappe per scoprire il passato e la memoria dei luoghi, i link invisibili, sotterranei, quelli che uniscono per esempio i primi esperimenti di Muybridge sulla cronofotografia alle riprese di Hitchcock per il film Vertigo nella mappa Cinema City (per vedere altre mappe, qui trovate uno slideshow).
Gli spazi cittadini assumono così la quarta dimensione, quella del tempo che racchiude flussi migratori, creazioni artistiche, movimenti politici, ma anche cambiamenti climatici, identità sessuali, tradizioni enogastronomiche. Infinite combinazioni psicogeografiche per infinite città.
E se vi state chiedendo se esista una versione iPhone/iPad la risposta è: no. Ma come, direte voi, proprio nella patria dell’innovazione gli atomi vincono i pixel? Eh già… Il gusto del vintage è un lusso per pochi.